15/05/2008

una danza liquida perchè a sciogliersi è il corpo nella mente. dopo un pò gli occhi si chiudono, altri sensi si aprono. i piedi che battono il ritmo sul pavimento, il calore che dallo stomaco implode ed esplode, gocciola sulla schiena e sul collo, la musica che sale, che muove tutto. se ci penso, mi viene in mente il giallo e il rosso. come la sabbia e il fuoco, come ballare scalzi intorno a un falò d'estate, nell'angolo più caldo e lontano del mondo. un posto impensabile e infinito. mi vengono in mente le stelle e la luna, insieme a tutti i paradossi possibili. qualcosa di sacro e profano allo stesso tempo. mi viene in mente qualcosa di indefinito e reale come il ritmo del cuore, che è lo stesso del djembe. è la danza africana a far sì che la mente generi metafore tribali. e io le voglio catturare e allo stesso tempo lasciarmi rapire da tutte queste metafore, da questo nuovo affascinante incontro con la danza.


"l'afro è gioia, sorridete!".

dream1980 alle 00:32 in: danza afro
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27/04/2008


"se fossi una rima abiterei lo spazio tra collirio e delirio. se fossi un delirio spaventerei gli angeli dell'abisso e i demoni del cielo. se fossi il cielo farei tantissime capriole. se fossi una capriola mi rotolerei in un lottatore di sumo".

dream1980 alle 11:47 in: if
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26/04/2008

il muro di berlino è caduto, ma continuiamo a sbattere la testa sulle nostre stesse contraddizioni, muri innalzati da noi fino a farci diventare spietati e ciechi, stupidamente indifferenti e diffidenti, stufi e disillusi, silenziosi e fermi. è inutile abbassare lo sguardo, per la colpa e la vergogna che in fondo si prova inevitabilmente ad essere italiani, oggi. è un gioco perverso il gioco del mondo, dichiarano guerre sante in nome di un dio che ne ha le palle piene di tutti noi, gamberi senza spina dorsale, continuamente un passo in avanti e 100 indietro, un'infinita implosione che non porta a nulla, nessuna evoluzione, intanto il papa va in america a salutare il carnefice e a noi ci ha lasciato solo qualche preghiera che può essere bestemmiata sottovoce, a denti stretti. io non ci credo che siamo diventati davvero così.  io non voglio vivere in una italia fatta di quei personaggi tragi-comici che nella canzone nessuna razza vengono chiamati verdani, non voglio diventare una “verdana avvinazzata, sputare parlando un italiano stentato, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Non voglio sbandierare commossa un tricolore senza bianco, né rosso. non  voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . non Voglio giurare fedeltà al senatùr”, credo che ha ragione caparezza quando dice che questa è “Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour”. Non voglio una società così. Non voglio imparare a girarmi sempre di spalle, con le mani che tappano le orecchie per non sentire e chiudere la bocca con un silenzio colpevole. Non voglio abituarmi a questa normalità fatta di  “falsità,  fedi fatte di abitudine e paura,  una politica che è solo far carriera,  il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto”, non voglio continuare ad assistere alla continua ricerca del fottuto capo espiatorio, l’unico che può salvarci dall’inferno regalandoci quel che immaginiamo essere il nostro paradiso, e alla mitizzazione di idioti con i quali identificarsi, odio chi innalza ogni giorno muri tra noi e gli altri e poi dice di volere la globalizzazione e che globalizzarsi vuol dire fare la tav e sparare sui bingo bongo. Parlano di progresso e di aborto, mentre continuano ad essere razzisti e a fare guerre (eppure qualcuno lo cantava MAI Più), non voglio contribuire a  costruire una società talmente schifosa che poi bisogna drogarsi  per non pensarci, e nel Po’ continuano a trovare cocaina. Odio l’informazione imbavagliata, la cultura somministrata a piccole dosi, l’omologazione e il non riuscire più a parlare di politica perché abbiamo violentato e ucciso la nostra storia per poi abbandonarla in un fosso, insieme a tutte le bandiere e le idee. E mi odio quando odio.



dream1980 alle 11:33 in: politica, odio
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15/04/2008

sottovoce, le parole del poeta leccese Pino Povero:


"la storia ca cumanda ggènte e mundu ni nzègna cu lli fatti e lle parole: ci nasce quatru, nu nci mòre tundu, ci mina pètre, de le  pètre mòre. ma nc'ète nnu meraculu chiamatu pulitica de l'òmu'ntelligente: se finge muèrtu rrètu a llu malatu e spamecatu annanzi lu pezzente. puèta quandu parli de puesia e capu bbanda cu llu'musicista, nu bbuenu santu cu la sacrestia e russu fuecu cu llu comunista. senza problemi, st'òmu de canigghia campa cuntentu e warda de luntanu ci pe ll'idea se rriseca e se mbrìgghia e spìccia ca ni nserranu le manu...."

dream1980 alle 17:42 in: compagni
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05/03/2008

sembra quasi di rollarsi la vita tra le mani, noi due. fuori c'era la bora che ululava e il cielo era grigio e nuvoloso, veniva voglia di rimanere in quel letto, a raccontarci. e lo abbiamo fatto. ore a parlare a volte anche senza parole. in silenzio. silenzio. silenzio. ma allora come si fa a volare? e poi, soprattutto, a volare verso casa. come si fa a ritornare? (im) possibile. caffè freddo e tabacco ovunque, poi l'ultimo che non è mai l'ultimo. l'ultima paglia, l'ultimo pezzo di cioccolata, l'ultimo caffè....


ti posso leggere una cosa?


"non poter tornare. è davvero una sensazione forte che mi porto dietro. potrei descrivere la mia vita come una serie di partenze e ritorni. ma la partenza è sempre piena di angoscia. il ritorno sempre incerto. precario. così anche quando parto per un breve viaggio, riempio sempre in eccesso la valigia nel caso in cui non riesca più a tornare. hai sempre la sensazione di non appartenere. e di fatto non appartieni. perchè non sei veramente di qui e qualcun altro dice che il luogo da cui provieni non è tuo, ma suo. così persino l'idea del posto da dove vieni è sempre messa alla prova."


é Edward Said....


ci commuoviamo perchè le sentiamo nello stomaco queste parole, ci appartengono in qualche modo. come le nostre storie. io per esempio ricordo solo, del primo addio lungo come un sospiro, le pedalate col naso per aria, le nuvole e le chiome degli alberi. e quella stessa sensazione che passava dallo stomaco. non ricordo altro...ma continua a leggere....


"in latino inventio vuol dire ritrovamento. veniva utilizzato nella retorica classica per indicare un processo attraverso il quale si scoprono esperienze passate e si organizzano in modo tale da dotarle di eloquenza e di novità. non è un creare dal nulla, è riordinare. in questo senso ho inventato me stesso".


e questa amicizia a me pare proprio un ritrovamento, a partire dal quale reinventarsi.

dream1980 alle 23:45 in: inventio
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22/02/2008

inerzia. non ho più voglia di fare niente, neanche ascoltarmi o continuare questo gioco perverso. quasi quasi inizio a correre giusto per vedere dove arrivo. sono stanca, lo posso dire? sono stanca e stufa, e poi manca la forza. basta. lì da te c'è la bora? che se vengo da te voglio provarci anch'io ad aprire le braccia e volare.

dream1980 alle 13:00 in: basta
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10/02/2008

è strano e orrendo che oggi tu non sia qui su questo treno. maledetto tempo autoritario e maledetto treno che mi tormenti e frammeti e, a volte, mi porti via anche da me. io oggi senza di te non ce la faccio, è troppo presente il vuoto che quasi una parte di me crede che arriverai, in ritardo come sempre,  trafelato e sorridente, col casco ancora in testa. chiedo un secondo che non tornerà più, chiedo una volta sola, solo un'altra volta prima che scivoli via per sempre. è tardi. occhi negli occhi. mano nella mano. io-noi in questo percorso ti portiamo dentro, chè oggi senza di te non avrà alcun senso, parole e lacrime giù dagli occhi. gli stessi occhi che contavano i segni sul tuo viso, a lezione. farsi male, graffiarsi l'anima, e non capirci più nulla, per poi cercare tutte le spiegazioni del caso, im-possibili consolazioni. cicatrici. bisogno catartico di urlare, lo farò oggi in silenzio, e non se ne accorgerà nessuno.

dream1980 alle 18:18 in: study day
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28/01/2008

difficile: fare i conti con tutti i ricordi e i fantasmi e gli scheletri nell'armadio, guardare i propri occhi in una foto vecchia, pensare alla neve, alle corse, alla vetrata sulla strada, alle luci e ai rintocchi della campana, a tutte le volte che non possono tornare più, a tutto quello che è cambiato. cercare di trovare un modo, ora, di rimettere insieme tutto senza pensare alla casa vuota, al cielo nero e alle tablas. che ora, invece, la casa sembra scoppiare, il cielo sereno quanto basta e la musica è un'altra. bisogno solo trovare il modo di fare i conti col passato. 
dream1980 alle 14:16 in: passato
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15/01/2008

mi sono fuggite via tutte le parole quando finalmente ho trovato la traduzione ai loro testi.....


Vedi amore mio

Hanno rubato la luce del cielo

Il mio esilio

E’ questa terra

Ormai senza pietà

Se fossi vento

traccerei un sentiero

Che porta alla primavera

Tace Sheherezade

Infinita nostalgia

Rabbia

Di sabbia d’Arabia in gabbia

Chi comanda non cambia

Ti tenderà una mano ma che sanguina

Mette i suoi uomini

Nella sala comandi ma

Se vuole il cuore tu non lasciare che l’abbia

Prendilo per i capelli

Rendi i ribelli fratelli

Butta i granelli negli occhi

Dei satelliti

Meriti più della faccia finta più

Della gente tinta che

Continua a dire troppe falsità su di te

La sera è rimasta senza le stelle

E’ tempo degli dei del ferro

Gli angeli hanno abbandonato la terra

Smisurato silenzio

Gioisca colui che riesce a vedere la luce nell’oscurità

E toccare l’alba nelle gocce di rugiada

Gioisca colui che desidera ancora dal cielo

Un varco per la speranza

E non rimangono che nuvole di polvere

Cumuli di colpe che un golpe si fanno assolvere

Il vento soffia dall’ovest e già diffonde

Le solite menzogne che sparano dal fronte

Chi sta lontano distratto

Da uno schermo che è piatto

D’un tratto non sa che rispondere

Ma chi è civile ci vive tra le bombe

Crollano le forze aumentano le collere

La sera è rimasta senza le stelle

E’ tempo degli dei del ferro

Gli angeli hanno abbandonato la terra

Smisurato silenzio

Gioisca colui che riesce a vedere la luce nell’oscurità

E toccare l’alba nelle gocce di rugiada

Gioisca colui che desidera ancora dal cielo

Un varco per la speranza





dream1980 alle 01:08 in: radiodervish
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04/01/2008

DSCN4772


c'è stato tutto, e tutto insieme. perfetto come le curve della maremma, bello come le mani di mio nonno. tenero come i miei cugini che si raccontano segreti nell'orecchio, bisbigliando proprio come facevamo noi due da piccoli. intenso come la chiacchierata con mio fratello, la notte di natale sui massi, dietro la chiesa e sotto la luna. sembrava un mare tutto nero, lì davanti. imprevedibile come la risata di mio padre. divertente come vedere suocera e nuora cucinare sogghignando. magico come i giochi con le carte, che tu, pazzo e ribelle come sempre,  hai fatto.

dream1980 alle 19:33 in: natale
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